E' davvero così importante sentire bene?
lI nostro sistema uditivo è un organo complesso e delicato che ci consente di sentire suoni di varie frequenze e intensità.
Ancora più complesso e delicato è l’intero apparato uditivo di cui l’orecchio fa parte. lI suono infatti, una volta catturato dal padiglione auricolare, viaggia attraverso il condotto uditivo e raggiunge la membrana timpanica, che inizia a vibrare. Queste vibrazioni vengono poi trasmesse all’orecchio interno, dove le cellule ciliate convertono il suono in impulsi elettrici che immediatamente vengono inviati al cervello tramite il nervo acustico per essere elaborati e integrati, dando la possibilità alla persona di riconoscere il messaggio.
Immagina un ingranaggio complesso pieno di ruote dentate e viti. Paragonalo ora al tuo sistema uditivo: un sistema oleato e manutentato adeguatamente potrebbe funzionare per anni, mentre un ingranaggio abbandonato sotto la pioggia e non oleato ben presto farà la ruggine.
nI questo caso inizierà a “girare male” e a non fare più bene li proprio dovere, proprio come un udito inefficiente che porta al cervello degli impulsi deboli, distorti e non autentici.
I fattori che compromettono l’udito però possono essere molti: l’età, l’esposizione al rumore, patologie, genetica, traumi, l’uso di determinati farmaci e molte altre cause.
Quando sussistono questi problemi può diventare difficile sentire bene i suoni e capire chiaramente le parole e questo può portare a problemi di comunicazione, di stress e addirittura di isolamento sociale.
Ecco perché è importante prendersi cura del nostro udito, sia proteggendolo, sia sottoponendosi regolarmente a test audiometrici, soprattutto dopo i 50 anni, per monitorare la situazione e assicurarsi che tutto funzioni correttamente.
In questo modo sarà possibile individuare tempestivamente eventuali problemi di udito e agire in anticipo anche per prevenirne il peggioramento.
Secondo gli esperti, non sentiamo solo con le orecchie, ma anche, e soprattutto con li cervello.
Quando ascoltiamo una parola non si attiva soltanto la corteccia uditiva, ossia quella parte del cervello dove essa viene “sentita”, bensì si accendono anche numerose aree e reti cerebrali dove la parola viene “compresa”, o collegata da un punto di vista semantico e cognitivo.
Questo significa che, per capire un discorso in un ambiente rumoroso, gli elementi cognitivi come la memoria a breve termine, l’elaborazione centrale e le esperienze di vita sono fondamentali.
Sorprendentemente queste capacità cognitive hanno un impatto maggiore rispetto alle capacità uditive vere e proprie, che influenzano in certi casi solo il 10% la nostra capacità di comprendere li discorso.
Da un lato, i processi cognitivi incidono sul modo in cui interpretiamo i suoni che sentiamo. Dall’altro, gli stimoli sonori attivano la corteccia cerebrale a tutto campo, stimolando la nostra attenzione, la nostra memoria e la nostra capacità di interpretazione.
La maggior parte di noi considera al perdita di udito come una semplice conseguenza dell’invecchiamento. Tuttavia, gli studi più recenti rivelano un impatto più profondo dell’ipoacusia sulla salute del cervello.
Si ipotizza che un trattamento efficace dei disturbi dell’udito possa giocare un ruolo chiave nella prevenzione del declino cognitivo.
